Tutto cominciò quando l' ingegner Angelo Razzini (1923-2007) creatore di questo fiore all'occhiello della città e del territorio, nel 1960 si tolse dal collo la catenina d'oro con una medaglietta raffigurante la Madonna e la depose nella prima gettata di cemento delle fondamenta. Una costruzione imponente, un palazzo prestigioso e sicuramente degno di nota. Sorge al numero 12 di piazza Silvabella ma si chiama Condominio Roma, perché la numerazione civica del tempo lo collocava nella via che costeggia la piazza. Ha 14 piani fuori terra e misura 48 metri, più della torre civica. Siamo nel 1959 quando Razzini compra il fabbricato di Luigi Magnani per avere il terreno. I lavori iniziano nel 60 e finiscono il 12 settembre 1962. Il sindaco all'epoca si chiamava Libero Benaghi e dà l'autorizzazione per le opere edili l'8/1/1960. Apriamo una parentesi: nel medesimo periodo, dopo pochi mesi l'avveniristico ingegnere osa ancora di più e butta giù Villa Gallo in corso Garibaldi per costruirci l'Edra. Il sindaco in quel caso è cambiato e si tratta di Attilio Vidale. Grattacielo e Edra. Due esempi tutti mortaresi degli anni d'oro di una Italia che marciava senza particolari impedimenti burocratici in quel campo. Fino alle leggi dei vincoli urbanistici del 1967 che hanno bloccato le costruzioni superiori ai cinque piani. E anche un certo sviluppo economico. Ma torniamo al nostro Condominio Roma. I dati di questo pezzo ce li ha forniti lo studio che porta ancora il nome Razzini, nella persona della figlia Simonetta, che con responsabilità prosegue sulle orme del padre, insieme al fratello Giuseppe. Cose "da Milano" erano considerate quelle del grattacielo. Infatti collaborò al progetto il milanese ingegner Rognoni, fratello del noto ministro, e già tra gli autori dei lavori della Torre Velasca e del Grattacielo Pirelli nella sua città. Tutto in cemento armato con chiusura di muratura non portante, con scantinato che fa da fondamenta. L'impalcatura per costruirlo però era di legno, non usavano ancora quelle in metallo. Le ditte (locali) coinvolte non avevano le strutture adatte per un lavoro simile. Pensate che la gru era all'interno nel vano di uno dei due ascensori. Si saliva di piano in piano man mano che si proseguiva in altezza e una volta arrivati in cima l'hanno smontata e distrutta. In origine gli appartamenti furono 52, più i negozi al pianterreno e solo tre garage, oggi inutilizzabili e con funzione di ripostigli. Quello che per tutta la vita è stato l'orgoglio dell'ingegner Angelo, per quanto fosse uno che non si vantava, era un palazzo rivolto a una borghesia media. Né lusso né casermone popolare. Bastava una liquidazione di fine lavoro di un impiegato per disporre di circa sei milioni di lire e avere un appartamento di cento metri quadrati coi materiali di pregio di moda all'epoca. Nel 1960 Razzini aveva solo 37 anni, ma ha visto giusto, ha rischiato di tasca sua per quanto i compratori avessero già versato i dovuti anticipi. Ogni piano è (tuttora) diverso dall'altro, gli appartamenti venivano venduti "a taglio" a seconda delle esigenze del cliente. La famiglia Razzini abitava all'ultimo, con casa e ufficio, e lì ci è stata fino al 1994 quando si è trasferita in via Goia. Alla figlia Simonetta piace ricordare di quando erano bambini, lei e i suoi due fratelli Giuseppe e Edoardo, e si affacciavano così in alto per vedere tutto quello che senz'altro gli altri bambini non vedevano. Dal Duomo di Pavia fino al Duomo di Milano nelle giornate di massima limpidezza! Con un panorama di questa terra che la maggior parte di noi forse non ha mai potuto ammirare neppure in foto. Si ricorda perfino dell'alluvione del 1969, ma quella non è una visione in diretta perché troppo giovane: c'è un vecchio filmino fatto da suo papà che riporta una Mortara sott'acqua con le barche che giravano. L'ingegner Angelo Razzini è stato iscritto al suo ordine professionale per cinquant'anni ed era "forte" nel settore abitativo. Oltre ai già citati Grattacielo e Edra, portano la sua firma il blocco abitativo di viale Parini, il gruppo Selenia di via Mirabelli, il restauro del Sanpaolo compreso il cortile fino ai negozi di corso Garibaldi. Tanti i lavori a Mortara e a Vigevano con una propensione per i palazzi importanti, anche se a inizio carriera si era occupato di alcuni immobili a uso industriale. Angelo Razzini è scomparso il 23 settembre 2007 e oggi va ricordato come uno che ha disegnato gran parte della Mortara moderna.